
Gli emisferi cerebrali dormono a turno
Anche negli esseri umani gli emisferi cerebrali a volte possono dormire a turno, questa è una capacità finora nota solamente in alcuni uccelli e mammiferi marini.
La scoperta di questa forma di sonno uniemisferico, avviene quando un emisfero dorme, l’altro è sveglio e viceversa.
“Anche il nostro cervello, ha detto Yuka Sasaki, (l’uomo che ha diretto lo studio) può avere, un sistema simile a quello che hanno le balene e i delfini se pur in maniera più limitata”, questo sistema permette a questi animali di mantenere un certo livello di controllo sull’ambiente, così da evitare di essere predati mentre riposano.
Da cosa è causato?
Questa forma di sonno è caratterizzata da una spiccata asimmetria nei tracciati elettroencefalografici (EEG) di questi animali, un’asimmetria che si registra anche nell’essere umano, ma in misura molto inferiore, solo quando il soggetto è in uno stato di allarme, anche minimo.
Il fenomeno è ben noto a chi studia i disturbi del sonno: quando un soggetto dorme per la prima volta in un posto a lui estraneo, nel suo EEG appare proprio questa anomalia.
Questa anomalia è nota come “effetto prima notte”.
Per analizzare il cervello addormentato Sasaki e i suoi colleghi hanno affiancato all’EEG avanzate tecniche di neuroimaging.
Le immagini ottenute hanno rivelato che durante la prima notte di sonno in laboratorio i due emisferi del cervello mostrano modelli di attività diversi.
Un emisfero cerebrale dorme più leggermente dell’altro e la differenza fra i loro schemi di attività è tanto più elevata quanto maggiore è la difficoltà ad addormentarsi.
In particolare, l’emisfero con una profondità del sonno ridotta mostra di conservare una buona sensibilità ai suoni presenti nell’ambiente.
Le asimmetrie fra gli emisferi osservate nel corso della prima notte di sonno non apparivano invece nelle sessioni di sonno successive.
La sensazione di non avere dormito bene quando, in viaggio, si passa la prima notte fuori casa potrebbe essere quindi dovuta a questo singolare sonno uniemisferico.
Il sonno “a turno” dei due emisferi non sembra però manifestarsi nelle persone che per lavoro viaggiano in continuazione.
Secondo i ricercatori ciò è probabilmente dovuto alla notevole plasticità del nostro cervello, che è in grado di adattarsi a condizioni molto diverse, limitando questo sistema di allarme quando si rivela sistematicamente inutile o addirittura controproducente.
Fonte: www.lescienze.it
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