Mixomiceti

Cosa sono i Mixomiceti?

È un tipo di vegetale inferiore, detto anche Mixofite (Myxophyta), assegnato alla serie biologica dei funghi in quanto in essi manca il pigmento clorofilliano, ma di posizione sistematica molto discussa, tanto che alcuni autori lo considerano anche come un gruppo di Protozoi e altri ne fanno un tipo a sé ben distinto dagli altri.

I nomi di Mycetozoa e di Phytosarcodina, coi quali essi vennero pure denominati, accennano appunto alla loro ambigua natura.

Da cosa sono formati?

Sono organismi a nutrizione eterotrofa, tipicamente saprofitica, costituiti da una massa protoplasmatica nuda, priva di membrana e quindi di forma non definita, detta plasmodio, capace di movimenti ameboidi e d’introduzione di alimenti solidi.

I mixomiceti si muovono come enormi amebe, come masse pulsanti: i loro movimenti sembrano dipendere da microfibrille che ricordano proprio le fibre dei muscoli.

Strisciano (a velocità di 1 cm all’ora) fagocitando batteri, alghe, lieviti, protozoi e altro materiale organico; li digeriscono ed espellono i resti all’esterno.

Non a caso, i mixomiceti proliferano sui tronchi in decomposizione o sui tappeti di foglie morte, all’umido.

E quindi si trovano spesso nei boschi: tappetini di “muffa” colorati di giallo, viola, azzurro, rosso, grazie ai pigmenti che contengono.

Come si riproducono?

I mixomiceti si nutrono, crescono e si moltiplicano per divisione, rimanendo sempre unicellulare; dopo un certo tempo si copulano due a due dando origine a zigoti che si uniscono a formare il plasmodio o fondendosi completamente (plasmodî fusi) o semplicemente riunendosi senza perdere la loro individualità (plasmodî aggregati).

La riproduzione ha luogo per spore agamiche, prodotte talvolta all’esterno di corpi fruttiferi (Ceratiomyxa), ma più frequentemente all’interno di sporangi variamente conformati: sferoidali, ovoidali cilindracei o anche irregolari, sessili o pedicellati, variamente colorati, talvolta raccolti in grossi aggregati detti etali.

I Mixomiceti si dividono oggi in due ordini: le Acrasiee con plasmodî aggregati e le Mixogasteree con plasmodî fusi.

Fonte: www.treccani.it