
La storia dell’inventore dell’alfabeto braille
Louis Braille, nacque il 4 gennaio del 1809 in un paesino vicino a Parigi e diventò cieco a cinque anni.
Ultimo di quattro figli, a tre anni fu vittima di un incidente: un punteruolo gli perforò l’occhio sinistro mentre provava a imitare il padre, mastro sellaio e conciatore, nella sua officina.
L’infezione che ne scaturì compromise, due anni dopo, anche l’occhio destro.
Non compromise però il suo futuro.
Studente brillante, fu incoraggiato a studiare dai genitori che avevano capito quanto una formazione culturale potesse essere utile.
Tutti i figli di casa Braille sapevano leggere e scrivere.
A dieci anni, Louis ottenne una borsa di studio alla Institution des Jeunes Aveugles, un istituto per non vedenti fondato venticinque anni prima da Valentin Haüy, educatore parigino che aveva trovato un modo ingegnoso per insegnare ai ragazzi ciechi a leggere.
Aveva ideato un metodo di lettura a beneficio dei ciechi, utilizzando lettere in legno riportate su cartone in rilievo.
Il metodo evidenziava alcuni limiti: i testi per ciechi risultavano eccessivamente voluminosi e, sebbene il testo ottenuto fosse ben visibile e leggibile per i vedenti, risultava ostico per i ciechi.
La composizione dei testi richiedeva inoltre parecchio tempo.
Aldilà dei suoi difetti, il metodo di Hauy ha rappresentato la prima breccia nel muro che divideva i vedenti dai ciechi per quanto riguarda la lettura, la scrittura e l’apprendimento.
L’imput
Louis Braille, confrontandosi con questo metodo di lettura e scrittura, inizia a ragionare su come migliorarlo.
Nel frattempo, dimostra il desiderio di apprendere tutto ciò che gli viene proposto; si dedica perfino alla musica, imparando così a suonare l’organo, il piano, il flauto ed il fagotto.
Dopo svariate prove e numerose ricerche, nel 1827 Braille mette a punto il suo personale sistema di lettura e scrittura: 63 combinazioni di segni che permettono di riprodurre le lettere dell’alfabeto, le vocali accentate, le cifre, i segni matematici, i segni di interpunzione e le note musicali.
Il direttore della Regia Istituzione per Giovani Ciechi accoglie con favore l’invenzione di Braille ed adotta il suo sistema accanto a quello di Hauy, che pur appare ormai soppiantato.
Un sistema che perfezionò e pubblicò nel 1829 in un saggio dal titolo lungo ma molto musicale: Procédé pour écrir les Paroles, la Musique et le Plain-chant au moyen des points, à l’usage des aveugles et disposé pour eux.
Ovvero: “Procedimento per scrivere le parole, la musica e il canto corale per mezzo di punti in rilievo ad uso dei ciechi ed ideato per loro”.
Braille scrive, su un foglio diviso a righe, con un punteruolo che solleva piccoli coni di carta rigida nel punto perforato.
Quello stesso strumento che gli tolse la vista, insomma, ora era in grado di restituirgliela.
Fonte: www.agi.it
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