Cent’anni di solitudine

Trama

Cent’anni di solitudine racconta le vicende di una famiglia, quella dei Buendía, che seguiamo per ben sette generazioni.

Figli, nonni, bisnonni e nipoti si susseguono ereditando nomi, geni e tratti identificativi del carattere.

Tutto questo genera confusione e un vago senso di smarrimento nel lettore, che ha la sensazione di perdersi in un labirinto di specchi.

La storia dei Buendía ha inizio quando il patriarca Jose Arcadio Buendía fonda l’immaginaria città di Macondo, in Colombia.

È qui che si svolge l’intera vicenda, ed è qui che sette generazioni si succedono, spesso condividendo un’improbabile contemporaneità.

La famiglia Buendía, e coloro che in modo improprio vi appartengono, conta personaggi assurdamente longevi.

Ursula Iguarán, la più vecchia donna di casa Buendía, vivrà 120 anni, arrivando a conoscere quasi tutti i membri della famiglia.

Tra questi vi sono chiaroveggenti, alchimisti, colonnelli, dittatori, imprenditori, ricamatrici, accordatori di strumenti musicali, orafi, pasticceri, ribelli, suicidi, zingari, soldati, prostitute girovaghe e gigolò.

Il romanzo di Márquez è suddiviso in venti capitoli non numerati:

alle vicende che coinvolgono la prima, la seconda e la terza generazione sono dedicati i primi nove capitoli.

Dal capitolo sei però il contesto, pur restando quello di Macondo, ingloba quello più ampio delle guerre civili.

La fondazione di Macondo avviene in seguito alla spedizione del capostipite e patriarca José Arcadio Buendía a di sua moglie e prima cugina Ursula Iguarán che decidono di abbandonare Riohacha a causa di un omicidio commesso da José Arcadio e alla seguente apparizione del fantasma del morto, Prudencio Aguilar.

Così, José, Ursula, al tempo già incinta e ventuno amici lasciano il villaggio senza avere una meta precisa ma con il sogno di raggiungere il mare.

Dopo ventisei mesi di viaggio nelle terre selvagge, durante i quali Ursula mette al mondo il primogenito José Arcadio, la comitiva si ferma e, per non dover intraprendere un distruttivo viaggio di ritorno, fonda Macondo sulla riva di un fiume.

Qui nasce il secondogenito dei Buendía, Aureliano, primo nato di Macondo e bambino caratterizzato da uno sguardo lucido e attento che ritroveremo come caratteristica peculiare in tutti gli Aureliani di famiglia, dotati a volte anche del potere della chiaroveggenza.

Dunque sette generazioni, infiniti personaggi dai nomi tutti uguali e il realismo magico che mescola aspetti magici e mistici alla storia dell’epoca rendono questo libro davvero unico.

Da quando José Arcadio Buendía fonda Macondo, avrà inizio una lunga e turbolenta storia, con tanto di rivoluzioni, guerre, eventi grandi della vita e piccole abitudini, come quella di fabbricare pesciolini d’oro per poi fonderli e ricominciare daccapo, assecondando il vizio ereditario della famiglia di fare per disfare.

In questo tempo infinito e circolare si succederanno vari José Arcadio e vari Aureliano, tutti diversi eppure simili tra loro, e tutti ineluttabilmente condannati a un destino di solitudine.

Tutto avrà fine quando finalmente si decifreranno le misteriose pergamene dello zingaro Melquíades.

A quel punto, senza più nessuno da seguire in questa folle e a tratti snervante maratonda, vi sentirete molto soli.

Curiosità

Questo romanzo è un noto esempio di Realismo magico.

Sembra che sia possibile che alcune delle storie e delle vicende narrate nel libro furono ispirate a quelle che raccontava la nonna dell’autore, nella grande casa dove García Márquez crebbe.

Alcuni personaggi portano nomi e cognomi di persone reali della famiglia dello scrittore: Márquez, Gabriel, Iguáran, Cotes.

Netflix lavorerà a una serie tv di Cent’anni di solitudine, che sarebbe la prima trasposizione in assoluto dell’opera per il tv.

Informazioni:

Titolo: Cent’anni di solitudine

Autore: Gabriel García Márquez

1ª ed. originale: 1967

1ª ed. italiana:1968

Genere: romanzo

Lingua originale: spagnolo

Ambientazione: Macondo (paese fittizio della Colombia)

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